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AIR-GUN

AIR-GUN e ingegneria mineraria: rischi e benefici

AmbientaleDicembre 15, 2018

Quando il Parlamento italiano ha approvato la c.d. “Legge sugli Ecoreati”, non molti sanno che tra le varie disposizioni era previsto anche il divieto di utilizzo della tecnologia Air Gun, poi rimosso con un coup de théâtre last second.

L’air gun è una tecnica di esplorazione del fondale marino -sconosciuta ai non addetti ai lavori in materia ambientale– che è finalizzata alla ricerca di idrocarburi.

Tramite l’ausilio di cannoni ad alta pressione, viene generata una bolla d’aria ad alta pressione che viene “sparata” verso il fondale, originando una “bomba sonora”, una vibrazione di entità rilevante; le onde generate vengono rilevate ed analizzate da appositi sensori, consentendo lo studio della geologia del fondale marino.

L’utilizzo precipuo di tale tecnologia è ovviamente legato alla scoperta di eventuali giacimenti di petrolio o gas, ma consente altresì lo sviluppo delle conoscenze dell’interno della terra, il riconoscimento delle faglie che possono generare terremoti e tsunami, l’individuazione delle camere magmatiche pronte ad esplodere.

Dal punto di vista tecno-scientifico, le opinioni in merito alla sicurezza dell’air gun sono contrastanti; secondo alcuni studiosi l’air gun andrebbe ad impattare inevitabilmente l’ecosistema marino, danneggiando i pesci (larve, allontanamento coattivo dall’habitat naturale, cambiamenti nei comportamenti animali) ed i cetacei in particolare, per i quali l’udito costituisce il mezzo di comunicazione e di approvvigionamento del cibo.

Altri studiosi individuano invece nell’air gun l’unica o quantomeno la migliore possibilità che l’uomo abbia per ricostruire la natura della crosta terrestre.

Nel dibattito è stato osservato come il divieto di tale pratica comporterebbe inoltre una notevole perdita economica per il bilancio pubblico e sarebbe altresì inutile, in ragione del frequente utilizzo che ne viene fatto “a due passi” dal territorio nazionale, in Croazia.

Ci troviamo dunque di fronte ad un tipico caso di gestione del principio di precauzione.

Ciò che risulta interessante, in ottica di analisi della politica del diritto, è una inversione di tendenza tra il tradizionale atteggiamento rigido di applicazione del principio precauzionale italico/europeo e quello più science-based statunitense.

Alla luce –tra gli altri- della relazione dell’ ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) è stata assunta la posizione finale di modificare la Legge sugli ecoreati ed è stata presa la decisione finale di permettere l’utilizzo dell’airgun nei nostri mari.

Il rapporto dell’ Ispra indica che, nonostante le prospezioni geofisiche stiano diventando sempre più comuni nei mari di tutto il mondo, sono ancora moltissime le lacune e i quesiti irrisolti circa gli effetti negativi che possono determinare a livello della fauna acquatica ed in particolare dei mammiferi marini; ne consegue che diviene di fondamentale importanza mettere in atto tutte le possibili misure di prevenzione e di mitigazione, al fine di minimizzare l’impatto acustico , a maggior ragione in un mare come il Mediterraneo, noto per la sua biodiversità e per la sua estrema vulnerabilità all’inquinamento, incluso quello acustico.

Diversamente, negli USA che sono la patria degli OGM, degli ormoni in allevamento, un folto gruppo di scienziati ha preso netta posizione contro la tecnologia air gun, chiedendo a gran voce il blocco di tale pratica sulle coste atlantiche, ritenuta un rischio significativo per la vita marina regionale.

Chi scrive ritiene che questo ulteriore caso di “dissenting opinion” in tema di principio di precauzione tra approccio common law e civil law, sia in realtà indice del fatto che “ciò che varia sia in realtà l’argomento o il settore che di volta in volta venga ritenuto privo o meno di sufficiente copertura giuridica”.

Nel giudizio di bilanciamento tra interessi primari antagonisti, è normale che vi sia dibattito e discussione, ma in ultima istanza le scelte politiche (ascendenti di quelle giuridiche) saranno inevitabilmente connaturate dal compromesso e sovente dall’ipocrisia, anche legislativo-giudiziaria.

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