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discarica abusiva e avvenuta riparazione

Discarica abusiva: attenuante dell’avvenuta riparazione

AmbientaleNovembre 14, 2019

La circostanza attenuante dell’avvenuta riparazione del danno ambientale, ovvero aver spontaneamente adoperato ogni intervento idoneo ed efficace per elidere od attenuare le conseguenze dannose derivanti da una condotta illecita, è applicabile per l’appunto ai reati in materia di rifiuti (discarica abusiva) allorquando la bonifica volontaria dell’area abusivamente destinata a discarica sia avvenuta in epoca anteriore al giudizio ed in assenza dell’ordinanza sindacale di bonifica.

La sentenza n. 40378 dalla III Sezione della Cassazione Penale del 18 aprile 2019 conferma il principio di applicabilità per l’appunto del regime di favore previsto dall’art. 62 del c.p. VI comma.

Conforme a siffatto orientamento la III Sezione già in precedenza (sentenza n. 52633 del 17 maggio 2017) aveva ribadito l’applicazione dell’attenuante in oggetto quando risultava dimostrato che l’abbattimento (attività seppur doverosa) dell’eventuale inquinamento ambientale sia stato eseguito volontariamente prima dell’ordinanza sindacale, ovvero in assenza della stessa in un momento antecedente all’inizio del giudizio.

Questo consolidato indirizzo giurisprudenziale scaturito inizialmente per i reati edilizi che propende quindi per l’inapplicabilità dell’attenuante nel caso di intervenuta bonifica a seguito dell’accertamento della violazione, ovvero ad una certa distanza di tempo dalla realizzazione dell’illecito, e, soprattutto in ottemperanza ad uno specifico ordine dell’autorità amministrativa, perché, nel periodo di esistenza della discarica abusiva e prima dell’elisione od attenuazione delle conseguenze del reato, la condotta illecita ha realizzato appieno la propria offensività e anche perché l’inottemperanza al provvedimento amministrativo che imponeva la bonifica avrebbe comportato ulteriori conseguenze sanzionatorie.

In tal senso si è espressa fra le altre la Corte di Appello di Cagliari con la sentenza n. 33 del 7 febbraio 2017.

In definitiva si può affermare che per beneficiare dell’attenuante comune prevista dal codice penale all’art. 62 comma VI, ossia del ravvedimento post delictum con conseguente più mite trattamento sanzionatorio è necessario intraprendere le azioni idonee a rimuovere le conseguenze dannose del reato ambientale prima dell’ordine specifico impartito dall’autorità amministrativa ovvero prima del giudizio penale.

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