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Elettrosmog

Inquinamento elettromagnetico ed ordinanze sindacali

L’inquinamento elettromagnetico , anche definito elettrosmog, è un fenomeno riferibile sostanzialmente all’insieme delle conseguenze pregiudizievoli, in termini di contaminazione ambientale e di potenziali lesioni per la salute e l’incolumità pubblica, ingenerate dalle onde e dai campi elettromagnetici a causa delle radiazioni non ionizzanti.

La potenziale pericolosità degli effetti ingenerati dai campi elettromagnetici è andata progressivamente ed inesorabilmente acclarandosi nel corso degli anni, con una grande quantità e varietà di studi condotti sulle conseguenze patologiche causate dall’esposizione degli organismi biologici alle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti.

A titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, si può incontestabilmente sostenere come sia oramai dato acquisito alla scienza medica e biologica ed agli studi, nazionali ed internazionali, la correlazione tra esposizione ad onde elettromagnetiche e surriscaldamento cellulare, con conseguenti gravissimi danni per la vita biologica e funzionalità delle stesse e conseguentemente per l’intero organismo di cui sono imprescindibili parti operative.

Proprio per tali effetti estremamente pericolosi e dannosi per la salute e l’incolumità, non solo umana ma di tutti gli esseri viventi venuti ad esposizione con simili radiazioni elettromagnetiche, il fenomeno è stato interessato da diversi strumenti volti a limitarlo, se non addirittura ad escluderlo, nella sua portata potenzialmente pregiudizievole.

Deve preliminarmente dirsi, per avere un quadro sufficientemente chiaro ed esaustivo del fenomeno, che l’elettrosmog, pur essendo oramai pacifica la sua potenziale pericolosità, si collega inscindibilmente ad attività che sono divenute, a seguito dell’evoluzione antropologica e delle attività umane in genere, irrinunciabili.

Pertanto, anche in tale ambito, similmente a quanto avviene in materia di inquinamento ambientale ovvero di gestione delle immissioni intollerabili provenienti da impianti industriali, la materia dev’essere trattata attraverso una necessaria composizione degli interessi contrapposti, non potendosi individuare un interesse supremo o tirannico, in grado di prevalere sull’altro e determinare la recessione di quest’ultimo, anche al fine di garantire la sicurezza dei prodotti di uso comune.

 

L’elettrosmog come fenomeno eccezionale ed urgente

Un aspetto estremamente controverso della gestione del fenomeno de quo è dato dalla possibilità o meno che l’inquinamento elettromagnetico venga gestito attraverso uno strumento pensato e regolamentato dal legislatore delegato per far fronte a situazioni che appaiano eccezionali ed urgenti; trattasi ovviamente della problematica applicabilità delle ordinanze sindacali contingibili e urgenti, risultato estrinseco dell’esercizio del potere extra ordinem attribuito a tale organo per far fronte ad eventi eccezionali, in quanto imprevedibili ed inevitabili nella loro verificazione ed urgenti, richiedenti cioè un intervento repentino dell’autorità sindacale, in quanto organo qualificato come delegato del potere esecutivo, per gestire la situazione contingente.

La questione è assai dibattuta, specialmente nella giurisprudenza amministrativa, a causa, anzitutto, del fatto che non tutte le posizioni ermeneutiche ritengono perfettamente aderente il fenomeno dell’inquinamento elettromagnetico alla eccezionalità ed urgenza cui il potere sindacale extra ordinem è chiamato a far fronte.

In tal senso, occorre preliminarmente, ancorché brevemente, riportare la scuola di pensiero che ritiene come il carattere eccezionale degli eventi che con le ordinanze de quibus si intende gestire, deve essere inteso come imprevedibile e inevitabile, al pari di una qualificazione nozionistica fornita in materia civilistica al caso fortuito.

Va da sé che, secondo tale prima impostazione, difficilmente l’inquinamento elettromagnetico possa essere individuato come evento presentante tali caratteri di imprevedibilità ed inevitabilità.

Anzitutto perché gli stessi inquinanti, al di là della loro caratterizzazione specifica e, dunque, elettromagnetico o di altro genere, difficilmente si presentano come imprevedibili, essendo il frutto, nella quasi totalità dei casi, di conseguenze pregiudizievoli per l’ambiente e la salute umana, ingenerate da attività od operazioni durature negli anni, difficilmente coniugabili con una concezione di eventi imprevedibili intesi come accadimento immediato e fulmineo.

Anche l’inevitabilità risulta essere interessata da un discorso simile a quello appena sviluppato, potendosi difficilmente immaginare fenomeni inquinanti non evitabili se non con l’adozione di una ordinanza sindacale contingibile e urgente.

Contrapposta a tale prima posizione interpretativa si colloca, però, una scuola di pensiero opposta, che ritiene come non necessariamente l’evento su cui l’ordinanza de qua è chiamata ad estrinsecare i propri effetti debba presentarsi come imprevedibile, potendo ben rientrare in tale ambito anche situazioni che, sia pure prevedibili antecedentemente da parte dell’ente locale, manifestino comunque un elevato livello di pericolosità sociale per la cittadinanza, giustificando, tale loro specifico carattere, l’adozione dell’ordinanza urgente.

Il carattere, dunque, maggiormente rilevante per l’adozione dell’ordinanza sarebbe, più che la imprevedibilità dell’evento da gestire, l’urgenza della situazione e la sua intrinseca pericolosità.

In tale interpretazione rientrerebbero, ovviamente, anche un fenomeno inquinante come quello elettromagnetico che, sia pure non imprevedibile, costituisce un evento assai pericoloso per la collettività.

Ulteriore nodo controverso del dibattito è aggiunto dal contenuto dell’intervento legislativo quadro n. 36/2001, dettato appositamente per la regolamentazione dell’inquinamento elettromagnetico, non senza fomentare rilevanti critiche alla sua costruzione normativa.

L’intervento de quo, infatti, attribuisce la competenza alla Regione per la realizzazione degli interventi volti a ridurre le immissioni concretizzanti radiazioni elettromagnetiche, complicando ulteriormente l’intero dibattito.

Seppur vero, infatti che le ordinanze contingibili siano adottabili per situazioni assolutamente eccezionali e questo valga a derogare quanto prescritto all’interno dell’ordinamento giuridico in materia di attribuzioni e poteri dei vari organi, non può di certo essere sottaciuto come il potere extra ordinem del sindaco, proprio per la sua capacità di derogare ai limiti ordinamentali, è suscettibile di invadere la sfera di competenza regionale in tale materia.

 

Il contrasto giurisprudenziale sul tema

Tutta la controversia è esemplificativamente sintetizzata dagli ondivaghi orientamenti della giurisprudenza amministrativa.

In tal senso, infatti, una prima sentenza del Consiglio di Stato, individuata nella pronuncia 4 marzo 2013 n. 1260, stabilì espressamente che, ferma restando la competenza regionale in materia di gestione dell’inquinamento elettromagnetico, deve comunque ritenersi perfettamente legittimo l’intervento contingibile del sindaco in tali situazioni, al fine di cautelare la salute e l’incolumità dei cittadini, bene giuridico che deve ricevere una tutela adeguata ed efficace, anche perseguita con un potere straordinario qual è quello in esame.

A tale prima ed autorevole pronuncia si è contrapposta la recente sentenza del TAR Liguria 30 aprile 2015 n. 427 in cui la portata delle affermazioni cui erano giunti i giudici di palazzo Spada sono state parzialmente ridimensionate.

I giudici del tribunale amministrativo hanno infatti affermato come il sindaco non possa vietare, tramite una ordinanza extra ordinem, l’installazione di impianti producenti onde elettromagnetiche in zone ritenute sensibili per la salute ed incolumità della cittadinanza.

La pronuncia, seppur fondata sul fatto che nel caso di specie il sindaco non avesse operato alcun accertamento volto a verificare la effettiva e concreta sussistenza di una reale pericolosità della situazione gestita con l’ordinanza, ha, come detto, ridimensionato il potere di intervento extra ordinem del sindaco in materia di elettrosmog, consolidando il controverso dibattito ancora irrisolto.

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