Con il termine di Corporate Social Responsibility o meglio Responsabilità Sociale d’Impresa si intende l’adozione da parte delle aziende, di un modello d’impresa che sia socialmente responsabile, in relazione al contemperamento degli obiettivi economici con parametri etici relativi agli impatti sociali ed ambientali della propria attività.

Nelle più importanti classifiche globali in materia di CSR, tra le varie aree etiche di cui si compone la responsabilità sociale d’impresa, al primo posto si trova indiscutibilmente la valorizzazione del tema ambientale.

Gli indici di gradimento della collettività e degli stakeholders con riferimento alla sostenibilità ambientale sono ormai attestati su valori elevati, pertanto le aziende devono sfruttare l’enorme vantaggio competitivo e massimizzare gli utili di lungo periodo.

La sostenibilità ha ricevuto dal punto di vista normativo maggior evidenza dapprima con l’entrata in vigore del Codice di Autodisciplina delle società quotate alla Borsa italiana ed infine con il D.Lgs. del 30 dicembre 2016, n. 254.

Quest’ultimo provvedimento ha introdotto per le società con almeno 500 dipendenti che superano uno dei due limiti dimensionali indicati qui appresso

a) stato patrimoniale superiore a 20 milioni di euro,

b) totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni superiore a 40 milioni di euro, l’OBBLIGO di redigere la dichiarazione di carattere non finanziario ai sensi dell’art. 3 del decreto in commento.

Tale dichiarazione deve coprire i temi ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani (misure adottate per prevenirne la violazione nonché le azioni poste in essere per impedire atteggiamenti ed azioni comunque discriminatori), alla lotta contro la corruzione attiva e passiva (con l’indicazione degli strumenti a tali fini adottati), che sono rilevanti tenuto conto delle attività e delle caratteristiche dell’impresa, descrivendo almeno:

  • il modello aziendale di gestione e organizzazione delle attività di impresa;
  • le politiche praticate dall’impresa;
  • i principali rischi generati o subiti, connessi ai suddetti temi e che derivano dalle attività dell’impresa, dai suoi prodotti, servizi o rapporti commerciali, incluse, ove rilevanti, le catene di fornitura e subappalto.

L’art. 4 del D.Lgs. n. 254/2016 prevede la dichiarazione consolidata di carattere non finanziario per i gruppi societari comprendendo i dati della società madre, delle sue società figlie consolidate integralmente e copre i temi suindicati

Ad oggi lo strumento della CSR è obbligatorio per 400 società italiane, ma è diventato fondamentale per tutte le compagini associative che necessitino di un fattore di leva ulteriormente competitivo e distintivo sul mercato interno ed internazionale.

Rendicontazione sociale, carta dei valori, rating etico-sociale, bilancio di sostenibilità, investimenti etici come per esempio i c.d. SRI (Sustainable Responsable Investiments), valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale sono solo alcuni degli strumenti di cui si compone un efficace modello di CSR.

Il nostro Studio, in unione con esperti tecnico-scientifici profondi conoscitori dei temi legati all’innovazione ed allo sviluppo sostenibile, offre consulenza integrata nella valorizzazione economica della attività delle aziende e delle pubbliche amministrazioni, promuovendo l’integrazione della sostenibilità nella struttura di governance, e la costituzione ove possibile, di comitati o unità ad hoc (dedicati alla supervisione delle questioni di sostenibilità connesse all’esercizio dell’attività di impresa) direttamente rispondenti all’amministratore delegato.

Non deve essere sottostimata quindi l’importanza della dichiarazione non finanziaria di sostenibilità, che unitamente ad un’adeguata politica di comunicazione e rendicontazione (in ossequio al principio dell’accountability), ed associata ad altri strumenti non strettamente finanziari (si pensi ai modelli organizzativi 231 e alle certificazioni ambientali), costituisce un insostituibile mezzo di differenziazione, capace di ottimizzare le performance socio-ambientali, ridurre i costi e migliorare la reputazione aziendale.