0
La Commissione Nazionale per lo sviluppo sostenibile e la strategia nazionale

La Commissione Nazionale per lo sviluppo sostenibile e la strategia nazionale

L’ordinamento italiano ha, in accordo con quanto stabilito a livello internazionale, concretizzato un significativo passo evolutivo nell’ambito delle politiche di tutela ambientale e di avanzamento delle strategie per la gestione delle complessive iniziative ed attività, istituzionali o private; il tutto conformemente alla più che mai avvertita esigenza di conciliare l’interesse allo svolgimento e promozione delle attività produttive da un lato, con la contrapposta necessità di preservare cautelativamente il bene ambientale dall’altro.

Il passo in oggetto è emblematicamente costituito dalla emanazione della direttiva della presidenza del Consiglio dei Ministri del 16 marzo 2018 che, recependo le indicazioni e gli indirizzi formati e provenienti dalla Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), e cristallizzati all’interno dell’Agenda 2030, detta in modo precettivo e non solo programmatico, le finalità e caratteristiche della strategia nazionale in materia di sviluppo sostenibile istituendo vieppiù, per dare concretezza a tali finalità, la Commissione Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.

L’organo citato viene istituito presso la stessa presidenza del Consiglio dei Ministri, anche al fine di rendere maggiormente agevole il compito del vertice dell’Esecutivo di coordinare delle iniziative dei diversi dicasteri e degli altri organo facenti parte della Commissione nonché rendere effettive le politiche della strategia de qua.

La composizione della Commissione Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile è caratterizzata dalla presenza, ovviamente, del presidente del Consiglio dei Ministri, che presiede la stessa Commissione salvo il caso in cui, a tal fine, deleghi un ministro a tal fine, di tutti i titolari dei dicasteri componenti il Governo, dai presidenti delle Conferenze delle Regioni, da quelli delle Unioni delle Province, dell’Associazione Nazionale dei Comuni italiani o dai delegati di tali organi ed autorità istituzionali.

Già la stessa composizione della Commissione riesce, sia pure intuitivamente e sinteticamente, a dare una rappresentazione esemplificativa delle finalità e della rilevanza della strategia nazionale in materia di sviluppo sostenibile. La presenza difatti, all’interno della Commissione Nazionale, di rappresentanti di tutti i livelli di governo ed amministrazione istituzionalmente rilevanti all’interno dell’ordinamento giuridico nazionale pare manifestare, più o meno palesemente, la necessità di un forte coordinamento a livello diffuso delle politiche e strategie dei singoli organi esecutivi, dando al contempo contezza della rilevanza della strategia nazionale, in grado di impegnare, ai fini di una maggiore efficacia nel perseguimento degli obiettivi della strategia stessa, tutti i livelli di gestione ed amministrazione; da quello di rilevanza nazionale, qual è il Governo, a quelli maggiormente vicini alla collettività locale, quali le Regioni e, in via di sussidiarietà verticale, Province e Comuni.

 

Il contenuto dell’intervento strategico

Venendo al corpus della direttiva presidenziale possono essere immediatamente identificati gli obiettivi perseguiti dalla stessa, in conformità a quanto dettato a livello internazionale ed ai punti di approdo cui è giunta l’Assemblea generale delle Nazioni Unite in data 25 settembre 2015.

Le finalità di sviluppo sostenibile che la strategia nazionale si prefissa, secondo quanto può rinvenirsi dalla elaborazione della direttiva presidenziale, sono individuate nella necessità di apportare un generale miglioramento al benessere della collettività, nonché di favorire altresì il miglioramento del livello di equità e sostenibilità dell’attuale modello nazionale di sviluppo.

Per la realizzazione di tali finalità, la medesima direttiva ritiene necessario una decisiva azione volta a concretizzare gli impegni programmatici che il nostro Paese ha assunto in vista delle finalistiche indicazioni contenute all’interno dell’Agenda ONU 2030 (art. 1 direttiva).

All’interno della medesima direttiva si stabilisce come l’attuazione della strategia vada di pari passo, sinergicamente, con il Programma nazionale di sviluppo e che, ai fini della attuazione della strategia succitata, come peraltro già ampiamente detto ed analizzato più su, la presidenza del Consiglio dei Ministri svolge un ruolo di coordinamento delle politiche a tal fine e monitora l’andamento delle politiche tese alla realizzazione degli obiettivi della strategia nazionale anzidetta, nonché, per la realizzazione di tali finalità, viene istituita una apposita Commissione Nazionale presso la stessa presidenza del Consiglio dei Ministri, la cui composizione è stata anch’essa precedentemente analizzata (artt. 2, 3 e 4).

Compito fondamentale della Commissione Nazionale ed al contempo strumento imprescindibile per l’attuazione degli obiettivi sanciti a livello internazionale e recepiti all’interno del nostro ordinamento è la formazione di una relazione annuale, al fine eventualmente di adeguare le direttrici e le attività e renderle maggiormente idonee alla concretizzazione degli obiettivi nazionali. Nel formare tale relazione la Commissione si avvale dell’ausilio e del supporto di tutte le Amministrazioni presenti all’interno dell’ordinamento, ciascuna, chiaramente, per le proprie competenze (art. 5).

 

Le competenze dei diversi organi

La presidenza del Consiglio dei Ministri interviene all’interno della Commissione Nazionale con specifici compiti, la cui attuazione viene demandata al competente ufficio presente all’interno dell’organigramma burocratico della Presidenza; ovverosia il Dipartimento per la programmazione ed attuazione della politica economica.

I vari compiti attribuiti a tale ultimo ufficio possono identificarsi quello, preliminare ancorché imprescindibile, della predisposizione della relazione annuale, entro il mese di febbraio, da trasmettere successivamente alla Commissione Nazionale, porre in essere una analisi puntuale sulle attività ed operazioni realizzate da parte dell’Esecutivo, ragguagliandole agli obiettivi fissati all’interno della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e sottoporre tale raffronto alla Commissione, al fine, se del caso, di apportare dei necessari correttivi e, infine, assicurare  alla Commissione medesima supporto amministrativo-tecnico, svolgendo per essa attività di segreteria tecnica e di ausilio organizzativo (art. 6).

I componenti della Commissione Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile costituiti dai membri del Governo assicurano che i singoli Ministeri dagli stessi rappresentati come vertici lato sensu gerarchici realizzino le attività necessarie per la realizzazione degli obiettivi di strategia nazionale fissati all’interno della direttiva presidenziale.

I singoli Ministeri, poi, sono incaricati di funzioni e compiti ben più specifici, individuati: nello svolgimento, entro il mese di settembre di ogni anno, di una operazione di analisi circa la effettiva coerenza tra le attività programmate per il successivo triennio dal singolo dicastero, i contenuti della strategia nazionale e i risultati rinvenuti dalla attività di analisi annualmente compiuta, nella comunicazione, entro il mese di dicembre di ogni anno, al Dipartimento più su indicato come competente in materia ed appartenente all’organo della presidenza del Consiglio dei Ministri, dei risultati dell’analisi da ultimo citata cui deve corredare un rapporto di sintesi tra le attività intraprese dal singolo Ministero (art. 7).

La strategia nazionale è perseguita, nella realizzazione delle finalità fissate, altresì grazie agli interventi dello Presidente del Consiglio dei Ministri che interviene, anzitutto, al fine di sottoporre a Conferenza Unificata i progetti di collaborazione funzionali e finalisticamente orientati all’attuazione, da parte di Regioni, Province Autonome e Comuni, in riferimento alle rispettive competenze, della strategia nazionale di sviluppo sostenibile e la realizzazione delle finalità dalla stessa fissate (art. 8).

Ai fini di una pubblica diffusione e divulgazione dell’importanza della strategia nazionale di sviluppo sostenibile e degli obiettivi, altresì, dalla medesima fissata, la stessa presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con altre pubbliche amministrazioni, istituti universitari, culturali, scientifici, associazioni ed altri enti privati che siano interessati a tali fini, assume le apposite iniziative ed espleta le relative attività di pubblica comunicazione ed informazione su obiettivi e strategie (art. 9).

Peculiare e significativo, com’era del resto da attendersi, il ruolo attribuito dalla direttiva presidenziale ad uno in particolare dei Ministeri: quello dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, chiamato allo svolgimento di attività di consultazione pubblica, ovviamente, concernenti la strategia nazionale di sviluppo sostenibile (art. 10).

La strategia nazionale di sviluppo sostenibile, come può chiaramente intuirsi e come già peraltro detto in apertura di elaborato, rappresenta pertanto un progetto particolarmente ambizioso ma imprescindibile.

Alla luce, infatti, di quanto individuato in sede di Organizzazione delle Nazioni Unite, nella formazione dell’Agenda 2030, la necessità di sviluppare un programma di seria ed intensa evoluzione degli ordinamenti nazionali in direzione di una sostenibilità ambientale si scontra con l’inesorabile progredire del tempo che impone, infine, l’adozione di un piano ben più che meramente programmatico, con scadenze, finalità ed impegni concreti per la realizzazione dell’equilibrio umano-ambientale. Alle finalità succitate l’Italia sembra aver risposto, in attesa dei riscontri materiali sulla concreta attuazione di quanto esplicitato con la direttiva presidenziale quivi analizzata.

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (3 votes, average: 5,00 out of 5)
Loading...

Lascia un commento

Your email address will not be published.