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voucher 3I per startup innovative

Voucher 3I per le Startup Innovative

BusinessNovembre 2, 2020

Il carattere distintivo delle startup innovative, come noto e suggerito dal nome stesso, consiste nella propensione all’innovazione tecnologica, perpetrata attraverso l’impiego di personale altamente qualificato (dottori di ricerca, ricercatori, laureati magistrali) o anche attraverso il possesso di una privativa industriale connessa all’attività della startup.

Si tratta di soggetti che, in quanto innovativi e quindi dotati di potenziale grande impatto positivo, usufruiscono di particolari agevolazioni, pensate per aiutarli nel delicato momento successivo alla costituzione della società stessa e nella ricerca di finanziatori.

Tra i vari strumenti messi a disposizione delle startup, rientra anche il cd “Voucher 3I – Investire In Innovazione”. È uno strumento pensato appositamente per favorire le startup, fornendo la consulenza gratuita di un professionista.

In particolare, la consulenza di cui possono usufruire le startup riguarda il processo di brevettazione, in modo da favorire i processi di invenzione e creazione tipicamente connessi alla natura delle startup innovative.

Più in particolare, il decreto del MiSE del 18 novembre 2019 prevede all’art. 3 c. 1 che i servizi erogati dai professionisti tramite “voucher 3I” possono riguardare

a) i servizi di consulenza relativi all’effettuazione delle ricerche di anteriorità preventive e alla verifica della brevettabilità dell’invenzione,

b) servizi di consulenza relativi alla stesura della domanda di brevetto e di deposito presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi,

c) servizi di consulenza relativi al deposito all’estero di una domanda che rivendica la priorità di una precedente domanda nazionale di brevetto (con particolari limiti di spesa per ciascun servizio, come stabilito dall’art. 4 del decreto: rispettivamente 2.000, 4.000 e 6.000 euro, più IVA).

L’utilizzo del voucher è gestito da Invitalia – Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, che funge da tramite per il collegamento tra le imprese beneficiarie del voucher e i professionisti che erogano i servizi. Il servizio è a costo zero per le imprese in quanto è Invitalia a pagare i professionisti per la consulenza: le startup devono semplicemente confermare l’erogazione del servizio, senza alcun esborso.

Non sono previsti requisiti particolari per accedere al voucher, a parte il possesso della qualifica di startup innovativa. Le domande di accesso al servizio sono accettate sino ad esaurimento delle risorse stanziate dal MiSE, previste nella somma di 19,5 milioni di euro per il triennio 2019-21, in regime de minimis.

La domanda va proposta tramite procedura informatica, attraverso la piattaforma digitale ad hoc di Invitalia; nella domanda è necessario specificare il servizio richiesto e il professionista individuato (è necessario allegare anche l’accettazione dell’incarico del professionista).

Invitalia procede così alla verifica dei requisiti entro 30 giorni, e nel caso rilascia il voucher alla startup.

Successivamente, il professionista, una volta notificato da Invitalia dell’esito positivi dei controlli e dell’erogazione del voucher, fornisce la propria consulenza (entro 120 giorni: oltre tale limite l’incentivo viene revocato).

Una volta eseguita la prestazione il professionista invia ad Invitalia una relazione sulla attività svolta, controfirmata dal rappresentante della startup, con annesso voucher e fattura (intestata a Invitalia ovviamente). Invitalia procede alla verifica dei documenti ed infine al pagamento del professionista.

Gli unici limiti fissati per l’accesso all’iniziativa riguardano il numero massimo di voucher concedibili a ciascun soggetto, massimo 9 in totale e 3 nello stesso anno, e l’obbligo di rivolgersi ad uno dei professionisti iscritti negli elenchi appositi.

I professionisti possono essere selezionati dalle startup da elenchi appositi predisposti dall’Ordine dei consulenti in proprietà industriale e dal Consiglio nazionale forense sulla base di criteri e modalità fissati dal direttore generale per la lotta alla contraffazione – Ufficio italiano brevetti e marchi del Ministero dello sviluppo economico.

Si tratta quindi di professionisti esperti in materia di proprietà industriale, i quali possono iscriversi ai suddetti elenchi presentando, oltre ai vari requisiti necessari per l’identificazione (nome, cognome, studio/società di appartenenza ecc..), un’autocertificazione attestante la propria esperienza nel settore e conoscenza della materia.

Il momento per la presentazione delle domande di accesso al voucher è scattato dal 15 giugno 2020, e come detto, non c’è un limite all’accesso alla misura se non quello dell’esaurimento dei fondi stanziati.

P&S LEGAL presta assistenza ad un significativo numero di startup operanti in molteplici settori industriali, aiutandoli nelle fasi di avvio, di lift-off e di espansione.

Diversi professionisti dello studio sono iscritti presso l’elenco degli esperti in materia di proprietà intellettuale istituito presso il CNF e sono abilitati alla erogazione dei servizi di cui al Voucher 3I.

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