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white list antimafia

White list antimafia: i paradossi della normativa

Presso ogni Prefettura è istituito l’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa e operanti nei settori esposti maggiormente a rischio (c.d. White List), elenco previsto dalla Legge 6/11/2012, n. 190.

L’articolo 1, comma 53, della Legge 190/2012 definisce le attività considerate a rischio di infiltrazione criminale. Si tratta di:

  1. trasporto di materiali a discarica per conto di terzi;
  2. trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto di terzi;
  3. estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti;
  4. confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume;
  5. noli a freddo di macchinari;
  6. fornitura di ferro lavorato;
  7. noli a caldo;
  8. autotrasporti per conto di terzi;
  9. guardianìa dei cantieri.

Le imprese che operano in questi settori devono, per poter partecipare alle gare d’appalto, essere iscritte nelle white list antimafia tenute dalle Prefetture. L’iscrizione attesta la regolarità dell’impresa, che deve essere accertata dalla Stazione Appaltante attraverso la consultazione della Banca Dati Nazionale Unica Antimafia (BDNA).

Il Decreto semplificazioni (D.L. n. 90/2014) ha fissato un periodo transitorio in cui è possibile partecipare alle gare e sottoscrivere contratti di appalto dopo aver presentato domanda di iscrizione, quindi anche prima che l’iscrizione sia andata a buon fine.

In base al Codice Antimafia (d.lgs. 159/2011), le Stazioni Appaltanti che stipulano contratti con imprese che hanno fatto domanda, ma non ancora iscritte nelle white list, devono informare le Prefetture e, in caso di diniego dell’iscrizione, possono annullare le aggiudicazioni, recedere dai contratti e revocare tutte le autorizzazioni.

In base al D.L. 78/2015, questo periodo transitorio scadeva il 7/01/2016. A partire da tale data, avrebbe dovuto decollare la BDNA, piattaforma che le stazioni appaltanti devono interrogare per acquisire la documentazione antimafia. Tuttavia, i ritardi riscontrati nella procedura di aggiornamento della BDNA, avevano creato notevoli problemi alle imprese per la sottoscrizione dei contratti, creando situazioni di incertezza degli operatori, tanto che alcune associazioni di categoria, come l’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE), avevano chiesto dei chiarimenti sul tema.

La Circolare del Ministero dell’Interno n. 25954 del 23 marzo 2016, diramata a tutte le Prefetture italiane, affrontava, in risposta alla richiesta di chiarimenti, il problema dei ritardi nell’iscrizione negli elenchi (white list) delle imprese operanti nei cd. “settori sensibili”, a seguito della cessazione del periodo transitorio. Invero, fino a tale data, ai fini della sottoscrizione di contratti o subcontratti aventi a oggetto “attività sensibili”, la semplice richiesta di iscrizione alle white list antimafia da parte delle imprese equivaleva all’iscrizione stessa.

Il Ministero dell’Interno chiariva che le Prefetture, sia per le domande d’iscrizione nella white list presentate prima del 7/01/2016 che per quelle presentate dopo, dovevano effettuare l’inserimento dei dati relativi all’impresa nella Banca Dati, avviando in tal modo la fase degli accertamenti d’ufficio prevista dal Regolamento sul funzionamento della BDNA (D.P.C.M. n. 193/2014). In tal modo si consentiva e si consente tutt’ora di registrare e memorizzare nel sistema della Banca Dati anche i dati relativi alle imprese in attesa d’iscrizione nelle white list e per le quali è stata solamente avviata, in maniera formale, l’istruttoria, con relativo ritorno informativo per le stazioni appaltanti che devono consultare la BDNA.

Le imprese, anche attualmente, vengono quindi inserite negli elenchi prefettizi a partire dalla data di presentazione della domanda di inserimento nella white list. Per queste imprese, le stazioni appaltanti possono procedere alla consultazione della Banca Dati, da cui decorrono i 30 giorni di silenzio-assenso (art. 92, d.lgs. 159/2011, c.d. Codice Antimafia), al termine dei quali le imprese, anche se non hanno ancora ricevuto la certificazione antimafia, potranno sottoscrivere i relativi contratti se si aggiudicano l’appalto.

Infatti, l’iscrizione nella Banca Dati sostituisce la documentazione antimafia (comunicazione e informativa), sia per l’esercizio delle attività per cui l’impresa ha conseguito l’iscrizione, che ai fini della stipula, approvazione o autorizzazione di contratti o subcontratti relativi ad attività diverse da quelle per le quali l’impresa ha conseguito l’iscrizione nell’elenco.

Da notare che, nel caso in cui il soggetto interessato abbia presentato domanda di iscrizione nell’elenco, ma ancora non sia censito nella BDNA, la stazione appaltante, nei casi di urgenza, può procedere anche in assenza dell’informazione antimafia (art. 92, commi 2 e 3 del Codice Antimafia, d.lgs. n. 159/2011).

Detto questo, si sono verificati casi in cui l’azienda che presentava la domanda di iscrizione nella white list, e che di conseguenza veniva registrata e memorizzata nel sistema della Banca Dati, poteva attendere anche anni prima di ricevere la definitiva certificazione antimafia; tuttavia, seppur in attesa di essere esaminata, poteva già concludere contratti di appalto scaduto il termine di 30 giorni di silenzio-assenso.

In questo modo si determinava, come si determina tutt’ora, anche un ulteriore paradosso, perché mentre le società già in white list e dotate di una certificazione antimafia, per mantenere la certificazione devono ogni anno dimostrare di aver mantenuto le condizioni favorevoli che avevano quando furono “promosse”, ciò non si verifica per le società iscritte ma “in attesa” della certificazione.

Di conseguenza, se sei certificato, devi ogni anno dimostrare la tua idoneità per la conclusione dei contratti con le stazioni appaltanti; se sei invece in attesa di iscrizione e hai presentato solo la domanda per essere inseriti nella white list, allo scadere di ogni anno non devi presentare alcuna documentazione aggiuntiva e conservi il diritto alla stipula dei contratti, anche se il controllo sulla tua situazione interna, per verificare eventuali legami con la criminalità organizzata, non è ancora iniziato.

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