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Il principio di precauzione in Italia e Usa

Il principio di precauzione in Europa e Usa

Life ScienceDicembre 11, 2018

Tema imprescindibile per chi si occupa di Scienza, Tecnologia e Ambiente, il principio di precauzione mette in campo valori primari quali l’economia, la salute, l’ambiente e la ricerca scientifica, ma vede una differente applicazione negli ordinamenti di common law e di civil law.

Per esigenze di sintesi, concentreremo la comparazione ad Europa e Stati Uniti.

A partire dagli anni ’70, in ragione del conflitto difficilmente componibile tra applicazioni scientifiche e tecnologiche da un lato, princìpi giuridici, etici, sanitari e rischi difficilmente quantificabili dall’altro, si è sviluppato un principio cardine transnazionale di diritto, noto come principio di precauzione.

Tale nozione prevede che, a fronte di rischi incerti per la salute umana e dell’ambiente connessi ad una pratica o ad un prodotto, pur mancando un grado sufficiente di conoscenza scientifica, sia possibile/doveroso intervenire per scongiurare il pericolo; viene dunque estesa la portata della protezione ancora più a monte della prevenzione.

Oggi questo principio rappresenta uno dei cardini su cui si fonda la politica europea in materia ambientale, di cui fa parte quella relativa alla protezione della salute umana.

Rappresenta il punto di partenza obbligato per confrontarsi con minacce alla salute, alla sicurezza ed all’ambiente.

Volendo riassumere in termini più pratici in cosa consista il principio di precauzione, si consideri che l’Europa autorizza una pratica o un prodotto solo se vi è una palese assenza di rischio.

In caso di (frequente) mancanza di certezze scientifiche che garantiscano la sicurezza, si applica il principio precauzionale, adottando misure restrittive:

Le lacune della scienza sono colmate con misure di tutela precauzionale a favore di cittadini e ambiente.

Negli USA l’approccio è –tendenzialmente- diametralmente opposto: nel caso in cui il rischio non sia evidente, la pratica o il prodotto sono preliminarmente autorizzati, solo successivamente si adotteranno evetuali misure restrittive e punitive.

Vediamo a titolo esemplificativo alcuni ambiti di applicazione.

 

Organismi Geneticamente Modificati

Negli Stati Uniti gli OGM (organismi geneticamente modificati) vengono considerati tendenzialmente sicuri e non hanno bisogno di autorizzazioni, nè sono previste procedure di monitoraggio: il produttore è l’unico responsabile della loro sicurezza, che sarà verificata a posteriori.

In Europa, al contrario, la procedura di autorizzazione è assai complessa ed articolata e gli Stati membri possono vietarne la coltivazione autonomamente (Dir 412/2015).

 

Ormoni e Antibiotici in allevamento

Gli USA, al fine di favorirne la crescita, consentono la somministrazione di ormoni e antibiotici tramite mangime agli animali da allevamento, l’Europa vieta categoricamente tali pratiche.

 

Pesticidi e altro

Gli USA utilizzano più di ottanta pesticidi che in Europa sono categoricamente vietati.

Negli USA si utilizza la candeggina diluita (Acqua di cloro) per il lavaggio delle carcasse dei polli da allevamento, pratica vietata in Europa (consentito unicamente il lavaggio con acqua potabile) e ancor più in Italia, dove il pollame viene direttamente trasportato nelle celle frigorifere, onde ridurre il rischio di sviluppo di batteri e microbi, senza alcuna forma di lavaggio.

L’elenco potrebbe continuare per molto tempo e lungo una traiettoria trasversale, che tocca gli ambiti più svariati delle attività umane e dei settori economici, ma ciò che preme in questa sede è spiegare le ragioni che giustificano una disparità di trattamento così marcata tra USA ed UE, rispetto ad un principio che è accolto da entrambi.

 

La regolazione della scienza da parte del diritto

Il sistema giuridico USA è science-based, la scienza è assunta come valore neutrale e prevalente.

Il common law statunitense si basa sul diritto giurisprudenziale, in particolare sul precedente vincolante; tutta l’attenzione è focalizzata sul singolo caso concreto.

Si preferisce punire severamente il colpevole a posteriori (nel caso di effetti negativi) e si fa fatica a concepire una valutazione astratta e preventiva del danno.

Questa sorta di scetticismo verso il principio di precauzione è motivato dalla convinzione che contrasti con l’approccio economico neoclassico, che tiene conto del principio di utilità e della analisi costi-benefici (perdite e benefici in termini monetari).

La dottrina americana ne evidenzia la eccessiva vaghezza, l’incoerenza ed il carattere paralizzante sui processi decisionali.

I sistemi di civil law -al contrario- sono policy-oriented ruotano sulla norma giuridica, sulla regolazione astratta e generale e prevale sulla sulla scienza.

Non disponendo di rimedi processuali della stessa efficacia di quelli USA, serve un “consenso preventivo”, vengono riconosciuti i limiti insuperabili della scienza e nelle applicazioni pratiche l’ultima parola spetta alla politica, al diritto.

Basti un esempio a tradurre in termini diretti questo atteggiamento europeo: in materia di OGM, la Commissione UE può vietare determinati prodotti anche in presenza di parere tecnico favorevole della Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare.

 

Effetti geo-politici ed geo-economici

Questo differente approccio degli ordinamenti non stupisce affatto, del resto gli ordinamenti di common law sono tradizionalmente più aperti su determinati argomenti, nulla di nuovo in tal senso.

Tra l’altro, proprio queste differenti concezioni contribuiscono a rendere complesse le trattative per i TTPI, i trattati per creare un’area di libero scambio tra Stati Uniti e Europa. Ma la distinzione non è così netta.

In conclusione, infatti, parrebbe dunque innegabile la sussistenza di valutazioni difformi tra “americani” ed “europei” intorno al significato da attribuire al principio precauzionale, tuttavia vanno escluse contrapposizioni a tinte forti, che potrebbero risultare false o illusorie (cfr. “il diritto della paura” di C.R. Sunstein), così come dimostrato da moltissime pronunce della Corte Suprema statunitense.

In realtà, dagli studi condotti dal Group of policy Advisor della Commissione Europea, emerge che una distinzione così ridiga sia fronte di equivoci.

Dai differenti case studies, si nota che vi sono specifiche materia in cui gli USA risultano adottare normative molto più restrittive dell’Europa su temi come l’energia nucleare, la protezione della fascia di ozono, la benzina senza piombo, la BSE, l’approvazione di nuovi farmaci, alcolismo giovanile e sicurezza internazionale (come nel caso delle supposte armi di distruzione di massa nella guerra in Iraq).

Ciò che varia in realtà è il settore o la materia di volta in volta considerata priva di sufficiente protezione giuridica, l’ Europa è maggiormente preoccupata da problematiche quali il riscaldamento globale, l’uso di ormoni nelle carni, la trasformazione genetica degli alimenti.

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