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“eccezione di incompetenza decisionale ed arbitrato

Arbitrato irrituale e clausola compromissoria

BusinessAprile 22, 2020

Il Tribunale di Potenza, Sezione Civile, in data 08.01.2020 ha emesso una sentenza nel giudizio promosso dal Comune di Rapolla, in persona del Sindaco pro tempore, nei confronti di S.F. nonché A.P., in persona del legale rappresentante pro tempore avente ad oggetto atto di citazione in opposizione avverso il decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Potenza in data 23.06.2008.

La controversia riguardava il pagamento di competenze professionali spettanti all’ing. S.F. per la progettazione di un’opera e verte sulla competenza decisionale.

Tuttavia, la convenzione con la quale era stato affidato l’incarico progettuale all’ing. S.F., prevedeva all’art. 9 che “ogni controversia verrà esaminata con spirito di amichevole composizione. In mancanza di accordo si conveniva di demandare la risoluzione a tre arbitri amichevoli compositori, di cui due scelti dalle parti ed il terzo in modo congiunto ed in caso d’intesa non raggiunta, dal Presidente del Tribunale di Melfi. Il Collegio arbitrale giudicherà secondo le regole del diritto”.

Tale convenzione veniva ritualmente sottoscritta da entrambe le parti.

Risultava, quindi, fondata l’eccezione di incompetenza del Tribunale, sollevata dal Comune di Rapolla, con la conseguente devoluzione della cognizione della controversia citata alla competenza arbitrale.

Infatti, ai sensi del secondo comma dell’art. 1341 c.c. in ogni caso non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte [….] clausole compromissorie o deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria”.

La clausola compromissoria consiste in una clausola contenuta in un contratto, con cui le parti stabiliscono che le future ed eventuali controversie che possano sorgere tra di loro in ordine all’interpretazione del contratto o alla sua esecuzione verranno decise da un collegio arbitrale.

Pertanto, si tratta di una clausola negoziale in quanto contenuta in un contratto, frutto della volontà delle parti, che può avere ad oggetto tutte le controversie che possono essere compromesse dagli arbitri ai sensi dell’art. 806 del c.p.c..

Inoltre, l’art 808 c.p.c. dispone che “le parti, nel contratto che stipulano o in un atto separato, possono stabilire che le controversie nascenti dal contratto medesimo siano decise da arbitri, purché si tratti di controversie che possono formare oggetto di convenzione d’arbitrato.

La clausola compromissoria deve risultare da atto avente la forma richiesta per il compromesso ai sensi dell’articolo. La validità della clausola compromissoria deve essere valutata in modo autonomo rispetto al contratto al quale si riferisce; tuttavia, il potere di stipulare il contratto comprende il potere di convenire la clausola compromissoria”.

Nell’ipotesi in cui la clausola compromissoria sia inserita nelle condizioni generali predisposte da uno solo dei contraenti, ovvero conclusi mediante sottoscrizione di moduli o formulari standard, l’efficacia della clausola compromissoria è subordinata alla specifica approvazione per iscritto trattandosi di clausola vessatoria ai sensi dell’art. 1341 c.c..

Infatti, è necessaria una doppia sottoscrizione, ovvero la sottoscrizione del contratto standard e una seconda sottoscrizione della clausola compromissoria, la cui mancanza determina la nullità assoluta della stessa clausola.

Vieppiù, in tema di condizioni generali di contratto, l’esigenza della specifica approvazione per iscritto di una tale clausola, quale ad es. quella derogativa della competenza a giudicare, la cui mancanza comporta nullità assoluta, postula una sottoscrizione autonoma e separata rispetto a quella riferentesi agli altri patti contrattuali, e pertanto, non po’ ritenersi soddisfatta nel caso in cui il contraente apponga un’unica firma in calce al modulo a stampa predisposto dall’altro contraente.

La clausola compromissoria costituisce un contratto, ad effetti processuali, a sé stante, anche quando è inserita nell’atto contenente il contratto cui ineriscono le controversie oggetto della clausola; né, data la loro autonoma funzione, tra i due contratti sussiste tecnicamente un rapporto di accessorietà, come è espressamente riconosciuto dall’art. 808, terzo comma, c.p.c., secondo cui la validità della clausola deve essere valutata in modo autonomo rispetto al contratto al quale essa si riferisce.

Ne consegue in definitiva che la clausola compromissoria contenuta in una proposta contrattuale può ritenersi operante anche se l’accettazione contiene modifiche riguardanti la sola parte sostanziale del contratto, perché la relativa causa di nullità del contratto non incide sulla validità della clausola compromissoria.

La convenzione costituisce espressione della volontà delle parti, che l’hanno sottoscritta, di sottrarsi alla tutela giurisdizionale ordinaria per affidarsi a quella arbitrale.

Arbitrato che, peraltro, deve qualificarsi come arbitrato irrituale.

Sono certamente elementi a sostengo della irritualità dell’arbitrato la libertà di forma, la mancata previsione di come costituire il collegio se con semplice lettera raccomandata o in diverso modo e, comunque, non nel rispetto delle modalità di cui all’art. 810 c.p.c..

Il Tribunale di Potenza, quindi, revocando il decreto ingiuntivo e dichiarando l’improponibilità della domanda proposta dall’Ing. S.F., ha agito secondo diritto e quindi secondo quanto previsto dalle norme del codice civile e di procedura civile.

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