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Insolvenza e Coronavirus

BusinessAprile 14, 2020

Il virus COVID-19 (Coronavirus) ha raggiunto lo stato di pandemia. Attualmente si diffonde in tutto il mondo e si prevede che infetterà la maggior parte delle persone entro il prossimo mese (o i prossimi), secondo gli esperti sanitari. L’urgenza medica giustifica le attuali misure straordinarie adottate da molti governi a livello globale, misure che, allo stesso tempo, hanno anche effetti devastanti sulle imprese e sugli imprenditori, poiché i settori rallentano o vengono effettivamente chiusi.

La tempesta si è abbattuta

Sono stati fatti forti appelli per prevenire i fallimenti causati dalla crisi della COVID-19. Lo shock economico esogeno colpisce sia imprese finanziariamente sane, che dipendono da un afflusso regolare di liquidità, sia imprese con modelli di business fondamentalmente solidi. Molte aziende con un modello di business valido solo poche settimane fa sarebbero ora costrette a presentare domanda e, eventualmente, a subire una liquidazione frammentaria nella conseguente procedura di insolvenza. Nelle attuali condizioni di mercato in difficoltà esiste un rischio significativo di vendite sottovalutate.

Non sorprende che molti governi e istituzioni abbiano annunciato misure economiche per evitare che un grande numero di imprese entri in procedura di liquidazione. La Commissione Europea ha pubblicato due comunicazioni sulle conseguenze economiche della crisi COVID-19.

Nella prima comunicazione su un approccio economico coordinato, la Commissione ha annunciato diverse misure di liquidità che integrano gli Stati membri dell’UE e che possono essere adottate al di fuori dell’ambito di applicazione delle norme UE in materia di aiuti di Stato.

Nella seconda comunicazione, la Commissione ha annunciato un quadro di riferimento temporaneo per gli aiuti di Stato che definisce e amplia il campo di applicazione delle misure di aiuti che rientrano nelle attuali norme UE in materia di aiuti di Stato. Anche istituzioni come la Banca Mondiale, il FMI e la BCE hanno annunciato misure finanziarie per rafforzare le economie.

Prevenire i fallimenti non necessari

La straordinaria situazione economica sollevata dall’epidemia di COVID-19 impone al legislatore di adottare misure straordinarie. Ciò si estende anche alla legislazione sull’insolvenza, al fine di evitare inutili fallimenti. Una legislazione in materia di insolvenza che sia efficace in normali condizioni di mercato può rivelarsi insufficiente o inefficace nella situazione attuale. Le misure in questi tempi dovrebbero essere efficaci senza troppe formalità, soprattutto quando i tribunali e le autorità pubbliche potrebbero non essere pienamente disponibili a causa di misure di blocco.

L’Esecutivo della Conferenza sul diritto europeo delle ristrutturazioni e dell’insolvenza (CERIL) – un’organizzazione indipendente senza scopo di lucro di avvocati europei e di altri professionisti della ristrutturazione e dell’insolvenza, professori di diritto e giudici (fallimentari) – ritiene inoltre che la legislazione esistente in materia di insolvenza possa non fornire risposte adeguate alla situazione in cui si trovano attualmente molte imprese. In una dichiarazione, l’Esecutivo invita i legislatori dell’UE e i legislatori nazionali europei ad adottare misure immediate per adattare la legislazione sull’insolvenza al fine di evitare fallimenti non necessari.

Adattamento della legislazione in materia di insolvenza

Il CERIL propone che i legislatori nazionali europei adottino immediatamente due misure. In primo luogo, si dovrebbe sospendere l’obbligo di avviare una procedura di insolvenza basata sul sovraindebitamento. Tali obblighi esistono in diversi Stati membri dell’UE, ad esempio in Austria, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Polonia e Spagna.

L’attuale incertezza economica ostacola l’efficacia di questo obbligo, che mira a selezionare le imprese non vitali. Negli ultimi giorni, alcuni paesi hanno sospeso (Germania) o esteso (Austria) questo dazio. In secondo luogo, in risposta ad una (parziale) chiusura di imprese per un certo numero di settimane o mesi, sono necessarie misure urgenti per affrontare l’illiquidità delle imprese.

Inoltre, la dichiarazione del CERIL raccomanda ai legislatori europei e nazionali di prendere in considerazione ulteriori misure. In sintesi, l’UE e i legislatori nazionali sono invitati a prendere in considerazione misure riguardanti:

  • Finanziamento provvisorio;
  • Sospensione dell’obbligo di archiviazione in base all’impossibilità di pagare;
  • “Ibernazione” per le (piccole) imprese;
  • Sostenere il sostentamento degli imprenditori e dei loro dipendenti.

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