L’espressione “ADA-based technologies” è utilizzata per indicare un’ampia gamma di tecnologie rilevanti a livello etico e sociale basate su algoritmi, dati e intelligenza artificiale (ADA).

Questi tre concetti non sono totalmente separati ma al contrario, talvolta, si sovrappongono.

La Nuffield Foundation è una fondazione benefica indipendente, volta a migliorare il benessere sociale attraverso il finanziamento di progetti di ricerca soprattutto nei settori dell’Educazione, del Welfare e della Giustizia.

La Fondazione finanzia anche programmi per studenti volti a far sviluppare le capacità dei più giovani nei metodi scientifici ed ha messo a punto un piano d’azione sulla ricerca delle implicazioni etiche e sociali delle tecnologie ADA volto a far da guida a coloro che sono coinvolti nella pianificazione, nel finanziamento, nel lavoro di ricerca e normativo di queste tecnologie.

Ormai esiste un set di problematiche, di valori e di principi su cui ADA dovrebbe svilupparsi ed  accettare questi principi è un passo fondamentale per assicurare che le tecnologie costruite su ADA siano sviluppate e usate a beneficio della società.

Tuttavia, sono state identificate tre principali lacune:

  1. Non è chiaro o non c’è ancora consenso in merito ai concetti etici principali e come questi vadano applicati in specifiche situazioni;
  2. Scarsa attenzione è data alle contrapposizioni tra ideali e valori;
  3. Prove insufficienti per quanto riguarda l’impatto e le prospettive che la tecnologia avrà sui diversi tipi di pubblico.

Problema n. 1: Eliminare l’ambiguità in merito a termini comunemente usati (come privacy, pregiudizio, e accountability): In che modo?

a) Analizzando le diverse interpretazioni;

b) Capendo come essi vengono utilizzati in pratica nelle diverse discipline, settori, tra il pubblico e nelle diverse società a livello internazionale;

c) Creare consenso intorno al loro uso, attraverso modalità eticamente e socialmente sostenibili;

d) Riconoscendo esplicitamente le differenze principali laddove il consenso non possa essere facilmente accettato, e sviluppando una terminologia per impedire che persone provenienti da discipline, settori e culture differenti comunichino tra loro.

 

Per chiarire e risolvere le ambiguità e i disaccordi sull’uso dei termini chiave bisogna domandarsi:

 

Per costruire dei ponti concettuali tra le diverse discipline e le culture:

 

Per creare consenso e gestire il dissenso:

 

Problema n. 2: Identificare e risolvere le contrapposizioni tra i modi in cui la tecnologia può minacciare i diversi valori e i modi in cui può supportarli: In che modo?

a) Studiando gli effettivi problemi di contrapposizione nelle attuali applicazioni di ADA. Sono state identificate per adesso quattro tensioni centrali:
  1. Usare algoritmi per prendere decisioni e fare previsioni più accurate vs assicurare un trattamento più giusto e più equo;
  2. Cogliere i vantaggi di una migliore personalizzazione nella sfera digitale vs rafforzare la solidarietà e la cittadinanza;
  3. Usare i dati per migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi vs rispettare la privacy e l’autonomia informativa degli individui;
  4. Usare l’automazione per rendere le vite delle persone più semplici vs promuovere l’autorealizzazione e la dignità.
b) Identificando ulteriori contrapposizioni considerando che:
  1. I costi e i benefici delle tecnologie basate su ADA possono essere distribuiti in modo ineguale tra i vari gruppi, sulla base di discriminazioni per sesso, classe, disabilità o etnia;
  2. Benefici a breve termine della tecnologia possono essere raggiunti a scapito di perdite in termini di valori nel lungo termine;
  3. Le tecnologie basate su ADA possono andare a beneficio di individui o gruppi ma possono creare problemi a livello collettivo.
c) Cercare modi diversi per risolvere diversi tipi di contrapposizione, distinguendo in particolare tra quelle contrapposizioni che riflettono un conflitto effettivo tra valori e quelle che sono illusorie o che ammettono soluzioni pratiche.

 

Per capire meglio le quattro contrapposizioni:

  1. In che modo i più accurati algoritmi predittivi possono essere utilizzati in modo che non violino l’equità e l’uguaglianza?
  2. Come possiamo cogliere i benefici della personalizzazione e rispettare gli ideali di solidarietà e cittadinanza?
  3. Come possiamo usare i dati personali per migliorare i servizi pubblici e preservare e migliorare la privacy e l’autonomia informativa?
  4. Come possiamo usare l’automazione per rendere le nostre vite più comode e allo stesso tempo promuovere la propria realizzazione e rispettare la propria dignità?
 

Per legittimare le scelte:

  1. È accettabile usare un algoritmo che non funziona per un gruppo specifico, se quello stesso algoritmo è invece corretto per il resto della popolazione? Se si, quando?
  2. Quanto dovremmo limitare la personalizzazione delle pubblicità e dei servizi pubblici al fine di preservare gli ideali di cittadinanza e solidarietà?
  3. A quali rischi di violazione della privacy e dell’autonomia informativa è accettabile andare incontro per migliorare la prevenzione e la salute pubblica?
  4. Quali capacità dovrebbero rimanere sempre in mani umane? E di conseguenza, quando dovremmo rigettare l’utilizzo di tecnologie innovative di automazione?
Per identificare nuove contrapposizioni oltre quelle già descritte:  

Problema n. 3: Sviluppare una base d’indagine

Per approfondire la nostra comprensione delle capacità e delle limitazioni tecnologiche:  

Applicare queste domande nelle quattro contrapposizioni specifiche:

  1. In che misura la precisione deve prevalere sulle diverse definizioni di equità?
  2. Quali forme di interpretazione sono convenienti dalla prospettiva delle diverse parti interessate?
  3. Quali forme di interpretazione possono essere assicurate nei modelli all’avanguardia?
  4. In che misura è possibile assicurare un’adeguata interpretazione senza sacrificare la precisione (o altri elementi come la privacy)?
 
  1. Ci sono dei limiti in linea di principio o in pratica su come può diventare la personalizzazione, per esempio usando gli sviluppi della tecnologia attuale o quelli futuri?
  2. In che misura la tecnologia influenza in modo significativo i risultati rilevanti (per esempio la soddisfazione dell’utente, il comportamento del consumatore, le intenzioni di voto)?
 
  1. In che misura l’apprendimento automatico e i “big data” migliorano i servizi pubblici? I possibili vantaggi possono essere quantificati?
  2. Fino a che punto i metodi attuali permettono l’uso di dati personali in aggregato e allo stesso tempo proteggono la privacy dei dati degli individui?
  3. Quali sono i metodi migliori per assicurare un consenso effettivo?
 
  1. Quali compiti possono essere facilmente automatizzati con le tecnologie attuali o future?
  2. Quali sarebbero i costi (per esempio in termini di energia e infrastrutture) per un’ampia automatizzazione di una determinata attività?
Per costruire una base d’indagine più robusta sugli usi correnti e gli impatti della tecnologia: Applicare queste domande alle specifiche contrapposizioni:
  1. In quali settori e in che forma le tecnologie ADA sono state utilizzate per comunicare le decisioni/previsioni con implicazioni per la vita delle persone?
  2. È possibile determinare quanto spesso questo utilizzo risulta in un trattamento diverso per i vari gruppi in questione?
  3. Quanto è difficile interpretare questi algoritmi? E quali strumenti hanno gli individui per contestare queste decisioni?
 
  1. Che tipo di messaggi, interventi e servizi sono già stati personalizzati utilizzando l’apprendimento automatico? E in che settore?
  2. Quanto è precisa la personalizzazione? E su che tipo di categorie è basata?
  3. Ci sono delle prove che attestano che questa personalizzazione può sostanzialmente influenzare i gusti o il comportamento dei soggetti?
 
  1. In quali specifici settori e applicazioni le tecnologie ADA sono state utilizzate per migliorare l’efficienza dei servizi pubblici?
  2. Qual è l’impatto che queste specifiche tecnologie hanno sulla privacy e l’autonomia?
 
  1. Quali effetti ha l’automatizzazione nelle attività giornaliere del pubblico nelle diverse realtà?
 

Per comprendere meglio le prospettive dei diversi gruppi di interesse:

 

Queste domande in relazione alle quattro contrapposizioni:

  1. In che modo le esperienze dei vari gruppi di persone influenzano l’efficacia di una tecnologia?
  2. Che cosa la gente ritiene essere “trattamento giusto ed equo” nei diversi contesti?
 
  1. In quali contesti le persone cercano o approvano le informazioni personalizzate o le opzioni specificatamente indirizzate a un certo profilo nel quale essi stessi si riconoscono?
  2. In che modo l’esperienza delle persone cambia nella sfera pubblica in base all’automatizzazione?
 
  1. Quando le persone accettando l’utilizzo dei loro dati personali per rendere i servizi pubblici più efficienti?
  2. In che misura queste attitudini variano in base agli specifici dati che vengono richiesti, a chi deve farne uso e all’utilizzo che se ne fa?
  3. In che modo queste attitudini cambiano tra i vari gruppi?
 
  1. Per quali compiti e lavori è più difficile rinunciare all’automatizzazione? La risposta a questa domanda può cambiare in base a fattori demografici?
  2. Alla luce di un aumento dell’automatizzazione, come cambierebbe l’organizzazione del lavoro?
2.1 Fino a che punto alle persone piacerebbe interagire con le tecnologie ADA nel posto di lavoro?

2.2 Per quali compiti è eticamente corretto che le tecnologie prendano il sopravvento?

 

Queste riflessioni stanno all’intersezione tra l’etica ed il diritto, sono rappresentative delle grandi sfide che investono imprenditori, ricercatori, sviluppatori ed istituzioni nella gestione delle tecnologie emergenti,  rispetto alle quali serve comunque una normazione giuridica, che giustifichi alcune categorie generali di riferimento quale orizzonte concettuale per la valutazione e la regolazione specifica delle singole tecnologie sul piano applicativo, a prescindere che si tratti di infotecnologie, neurotecnologie, biotecnologie o nanotecnologie.