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imballaggi per alimenti e sanzioni

Imballaggi alimentari e sanzioni: il D.Lgs 29/2017

Life ScienceSettembre 22, 2019

Gli aspetti tecnici e normativi dell’industria degli imballaggi alimentari probabilmente rappresentano il settore meno compreso dell’industria alimentare mondiale.

Persino gli esperti dell’alimentazione più accreditati sono spesso messi in difficoltà dal fatto che il packaging alimentare sia un settore scientifico distinto dal loro campo di conoscenza (scienza dei materiali ed ingegneria), che richiede loro un diverso background formativo e tecnico.

Gli imballaggi a contatto con alimenti umani e animali (denominati “materiali a contatto con gli alimenti”) sono regolamentati da tutti i paesi sviluppati, poiché può verificarsi (e spesso accade) una “migrazione” di sostanze nocive verso gli alimenti.

Inoltre, gli aspetti di sostenibilità, di transizione all’ economia circolare ed alla bioeconomia, presentano nuove e importanti sfide per le catene di approvvigionamento nell’industria dell’imballaggio alimentare.

In Italia la disciplina dei materiali ed oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari (MOCA) prevede importanti sanzioni a livello comunitario.

Queste ultime sono previste dal decreto legislativo, n. 29 del 10.02.2017.

Questo atto avente forza di legge stabilisce le conseguenze alle violazioni di regolamenti europei in materia, quelli stabiliti al fine di garantire la sicurezza dei MOCA e consentire la libera circolazione delle merci, tra cui:

Reg. 1935/2004/CE sugli imballaggi;

Reg. 1895/2005/CE sulle restrizioni all’utilizzo di alcuni materiali per imballaggi (in particolare il divieto di derivati epossidici);

Reg. 2023/2006/CE sulle buone pratiche di fabbricazione dei suddetti imballaggi;

Reg. 282/2008/CE sugli imballaggi derivanti da plastica riciclata;

Reg. 450/2009/CE riguardante gli imballaggi prodotti con materiali attivi ed intelligenti;

Reg. 10/2011/CE sugli imballaggi in plastica.

Il regolamento che individua forse il più vasto ambito di applicazione del decreto in esame è proprio l’ultimo indicato, il Reg. n. 10/2011: esso individua sia materiali esclusivamente realizzati in plastica, sia quelli costituiti anche da adesivi e guarnizioni.

La disciplina previgente invece era di origine legislativa nazionale, senza alcun rimando alla normativa comunitaria.

Adesso invece le sanzioni sono specifiche per gli obblighi dell’unione eventualmente violati.

Possono essere raggiunte anche cifre molto elevate, come per esempio quella prevista per la violazione dell’ articolo 17 del regolamento 1935/2004, riguardante obblighi di rintracciabilità, che corrisponde a 60.000 €.

L’articolo 6 del decreto prevede che gli stabilimenti che si occupano della produzione e delle attività in oggetto, vadano comunicati all’autorità sanitaria territorialmente competente, da parte degli operatori economici dei materiali e oggetti destinati a venire in contatto con gli alimenti.

Il decreto è costituito da 15 articoli: fin dal secondo di questi si iniziano ad indicare quelle che sono le sanzioni specifiche per le eventuali violazioni: se si guardano le pure cifre, si va a 1.500€ per le trasgressioni riguardanti gli obblighi di etichettatura, ad 80.000 €, qualora dall’inadempimento delle norme possa determinarsi un pericolo per la salute umana.

Il campo di applicazione è allargato anche agli imballaggi costituiti da materiali attivi ed intelligenti: in questo caso è prevista anche una sanzione accessoria, ovvero la sospensione dell’attività per 6 mesi.

La normativa MOCA inoltre prevede anche l’aggiornamento delle sanzioni amministrative sopra indicate: questo dovrà avvenire ogni due anni e stabilito sulla base di variazioni dell’indice nazionale dei prezzi al consumo (valori individuati dall’ISTAT).

 

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