Advanced Air Mobility: il piano strategico italiano e quello canadese
Il mondo dell’aviazione è stato indubbiamente uno dei settori più colpiti dalla recente pandemia mondiale da Covid-19, con inevitabili devastanti ripercussioni dal punto di vista economico che hanno portato gli enti regolatori a dover rivedere le politiche concernenti lo sviluppo del settore in chiave ecosostenibile.
Questa strategia è stata adottata allo scopo di soddisfare i parametri previsti all’interno della 2030 UN Agenda on Climate Changes and Eco-Sustainability, un documento avente scopo programmatico prevenire gli effetti del surriscaldamento globale conseguenti l’emissione di CO2 realizzata dalle cosiddette “big companies” a carattere pubblico e privato.Il topic in questione è stato recentemente oggetto di discussione nella recentissima Convenzione ICAO di Montreal, città storicamente importante in materia di topics riguardanti l’aviation field, in quanto è emersa la necessità di assicurare a tutti le parti contraenti uguali ed efficaci strumenti tecnologici volti a garantire il soddisfacimento dell’Agenda ed assicurare parimenti un benessere economico e sociale anche nei riguardi dei paesi in via di sviluppo.
In tal senso, uno stato che può essere assunto a riferimento per quello che riguarda lo sviluppo e l’implementazione di tecnologie in materia aerospaziale è indubbiamente il Canada, uno stato dalla grande tradizione aereonautica nonché, come recentemente testimoniato in tempo di pandemia, dalla grande organizzazione sanitaria: a brevissimo avrà luogo un progetto finanziato tanto da enti pubblici quanto da enti privati concernenti la realizzazione di elicotteri elettrici EvTol equipaggiati di kit medico in grado di assicurare al paziente le prime cure di immediata urgenza e necessità (es. trapianto di organi o plasma) ancora prima dell’arrivo in pronto soccorso, in secondo luogo il vantaggio consta del fatto che il volo non avrà ripercussioni a carattere ambientale derivanti dall’emissione di CO2 sulle aree boschive caratterizzanti la regione di Greater Vancouver (es. Nanaimo, Penticton, Kitsilano…).
Dietro alla scelta di Vancouver fortemente candidata a diventare la prima città nordamericana a fruire dei servizi di Advanced Air Mobility si potrebbero individuare tre ragioni fondamentali:
- la presenza di comunità del sud-est asiatico presenti sul territorio e la loro determinante influenza nel ramo dell’ingegneria elettronica;
- la distanza da Seattle di soli 35 km da Downtown Vancouver, nonché il fatto che essa possa costituire una città di vitale importanza per il superamento del collaudo aeronautico nonché allo scopo di garantire un efficiente sviluppo dei settaggi informatici del velivolo;
- il fatto che la città di Vancouver sia ritenuta un polo di crescente attrazione per investitori europei e nord americani, al punto da essere votata come la prima Job Creating-Economy in Canada, nell’ambito di un progetto a più ampio raggio che proietta il Canada ad essere considerata, assieme ad Israele e Singapore, un’autentica start-up nation.
Advanced Air Mobility in Italia
Quali potrebbero essere alcune priorità in riferimento alla traduzione di questo progetto in Italia, e soprattutto quali sono le concrete strategie che il governo di Palazzo Chigi potrebbe adottare in riferimento ad una corretta implementing phase, anche alla luce dei recenti sviluppi a livello comunitario definiti a Dicembre 2020 nel Consiglio Europeo allo scopo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050?Il piano strategico nazionale ha avuto inizio nel 2019 a seguito del ratificato accordo tra l’ENAC e il MITD (l’allora neonato Ministero per la Transazione Digitale) allo scopo di conseguire entro il 2030 una mobilità avanzata intelligente allo scopo di dare concreta ed effettiva esecuzione al memorandum sancito in occasione del Consiglio Europeo, mediante l’instaurarsi di un quadro regolatorio volto a rendere fruibile alla collettività il servizio in vista degli eventi di immediata realizzazione quali ad esempio le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2025.
Da un punto di vista concreto, il Business Plan consta di due aspetti fondamentali:
- definizione degli investimenti strategici per la cifra di 1,8 miliardi di euro destinati a creare poli di ricerca e centri tecnologici strategici al fine di assicurare i servizi di Advanced Air Mobility;
- definizione dei vantaggi derivanti da tale investimento, consistenti nella creazione di circa 50 mila posti di lavoro addizionali supportati nonché il valore addizionale generato dall’investimento aerospaziale stimabile in circa 3 miliardi di euro.
Un altro riferimento di primaria importanza non può che essere attribuito agli stakeholders, in quanto essi apportano un grandissimo contributo dal punto di vista ingegneristico ad una branca del settore aeronautico che solamente in tempi recenti, ed a seguito della pandemia, ha conosciuto uno sviluppo davvero profondo: fondamentale sarà infatti il contributo da essi apportato in termini di conoscenze scientifiche ed apporto in termini di know-how alla ricerca tecnologica, in tal senso la crescente presenza di start-up costituite da giovani ingegneri laureati o con esperienza post laurea all’estero (soprattutto in paesi nord americani o del sud-est asiatico, leading nations del settore) può costituire la pietra miliare per destinare una fetta delle risorse incluse nel Recovery in un progetto volto a abbattere, in attuazione delle normative sovranazionali e comunitarie, le emissioni di CO2 e facilitare la mobilità soprattutto per quanto concerne le grandi città, sia all’interno di esse che fra di esse.
Ponendo in essere una comparazione tra le due realtà, si può desumere che un progetto innovativo come quello canadese possa aver luogo in Italia in tempi brevi?
Non è aprioristicamente infattibile, però occorre considerare alcune differenze tra le due realtà.
- Investimento tecnologico: in Canada, soprattutto nella zona di Vancouver, già da diversi anni il settore aerospaziale riceve massicci finanziamenti dai governi provinciale e territoriale che effettivamente si traducono in velivoli apportanti un grandissimo vantaggio per la collettività. Al contrario, in Italia la politica solo in tempi recenti ha seriamente considerato la possibilità di investire in questo settore, ed in ogni caso la fetta di denaro proveniente dal PNRR è comunque troppo limitata se paragonata ai main competitors del settore.
- L’utilizzo del velivolo: in Canada, ed in generale nel contesto nordamericano, questi velivoli vengono utilizzati per adempiere a finalità di pronto soccorso in ragione della morfologia caratterizzante il territorio canadese allo scopo di impedire che il salvataggio di una vita possa essere pregiudicato dal traffico dell’agglomerato urbano. In Italia e più in generale in Europa un potenziale utilizzo potrebbe attenere al contesto inerente gli spostamenti di uomini d’affari tra grandi città italiane e non, nonché facilitare (di concerto con la costruzione dell’imminente linea AV Milano-Cortina) gli spostamenti in vista dell’imminente Olimpiade invernale del 2025 ed al contempo ridurre le emissioni di Co2 derivante dall’utilizzo di veicoli a motore.
- Fruibilità economica: questo è il vero tallone d’Achille della realtà italiana, tanto per ragioni proprie (mancati o comunque ridotti investimenti rispetto alle concurring countries europee e non) quanto per il fatto che in conseguenza dell’adesione alla Moneta Unica Europea il nostro paese, contrariamente ad alcuni stati del Nord Europa, non può stampare moneta propria e quindi incrementare il budget e le risorse finanziarie a disposizione degli stakeholders e più in generale del comparto ingegneristico.
- Immediata fruibilità economica del PNRR (altrimenti detto Recovery Fund) allo scopo di finanziare in concreto la realizzazione del polo ingegneristico e delle strutture appositamente adibite alla progettazione, realizzazione e collaudo dei velivoli.
- Maggiore efficienza a carattere burocratico mediante applicazione costante del “Modello Ponte Morandi” in modo da ridurre il più possibile le varie fasi dell’iter burocratico e conseguentemente efficientare il processo di costruzione.