PNRR e Transizione Ecologica: le misure pensate dal Governo (parte 2)
Continua la nostra analisi delle misure contenute nel PNRR a sostegno della transizione ecologica.
In questa seconda parte illustriamo le altre due componenti della missione, la riqualificazione degli edifici e la tutela del territorio e della risorsa idrica.
Queste due componenti beneficiano di investimenti pressoché identici (15,22 miliardi e 15,06 miliardi di euro) e costituiscono quindi le componenti più sostanziose della missione, dopo quella sulle energie rinnovabili.Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici
Gli obiettivi generali della componente perseguono l’aumento dell’efficientamento energetico del parco immobiliare pubblico e gratuito e lo stimolo degli investimenti locali, creazione di posti di lavoro, promozione della resilienza sociale ed integrazione delle energie rinnovabili.Le tre linee di azione sono quindi:
- l’efficientamento degli edifici pubblici (1.21 miliardi di euro di investimenti);
- l’efficientamento energetico e sismico (ben 13.81 miliardi di euro);
- i sistemi di teleriscaldamento (0,20 miliardi di euro).
Di seguito, si provvederà al rinnovamento di due classi di edifici pubblici in particolare, da tempo bisognose di rinnovamento: le scuole e gli edifici giudiziari.
Tuttavia, non può dirsi una rivoluzione del panorama edilizio su entrambi i fronti, dato che i numeri riportati nel piano parlano di 195 edifici scolastici coinvolti e 48 edifici giudiziari.
È senz’altro un passo avanti, necessariamente vincolato alla missione del piano di efficientamento energetico, più che di ammodernamento degli edifici.
Particolarmente importante poi è la volontà di aumentare la sicurezza sismica degli edifici scolastici: il piano non specifica l’area di intervento, ma è naturale pensare che gli interventi si concentreranno nelle aree a maggior rischio sismico.
Per quanto riguarda gli obiettivi di efficientamento, si parla di ridurre di almeno il 50% il consumo dell’energia finale, con riduzione anche di emissioni di CO2.
Non sono specificati i mezzi concreti di attuazione degli obiettivi.
Brevemente, per quanto riguarda gli uffici giudiziari, l’efficientamento dovrebbe essere utile, oltre che ai fini della missione, anche all’erogazione dei servizi agli utenti.
Passando al lato privato, riconosciuta la difficoltà del settore edilizio, viene estesa la misura del Superbonus al 110% secondo le modalità già note, coadiuvata dalla possibilità di utilizzare strumenti come la cessione del credito e il pagamento anticipato per agevolare gli investimenti iniziali.
Gli interventi agli edifici saranno vincolati, per la concessione del bonus, al miglioramento di almeno due classi energetiche, con risparmio di almeno il 30-40% sia di emissioni che energetico.
L’obiettivo è ristrutturare circa 50.000 edifici all’anno.
Tutela del territorio e della risorsa idrica
L’ultima componente è riservata alla tutela dell’ecosistema del paese, individuato come elemento centrale dell’identità nazionale.Gli interventi previsti puntano a:
- “rafforzare la capacità previsionale degli effetti del cambiamento climatico” (fondi 0,50 miliardi di euro);
- “prevenire e contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici sei fenomeni di dissesto idrogeologico e sulla vulnerabilità del territorio” (fondi 8,49 miliardi di euro);
- “salvaguardare la qualità dell’aria e la biodiversità del territorio attraverso la tutela delle aree verdi, del suolo e delle aree marine” (fondi 1,69 miliardi di euro);
- “Garantire la gestione sostenibile delle risorse idriche lungo l’intero ciclo e il miglioramento della qualità ambientale delle acque interne e marine” (fondi 4,38 miliardi di euro).
Fondamentale è la previsione di sistemi di cyber security per questi sistemi di controllo (es. sale di controllo centrali), contro il rischio di attacchi informatici sempre più frequenti anche contro i servizi pubblici, gestione delle acque compresa (si pensi a quanto accaduto lo scorso inizio febbraio in Florida, dove è stata sfiorata una tragedia in seguito al tentato attacco hacker ad un sistema di depurazione delle acque).
Passando alla prevenzione del rischio idrogeologico (sez. 2. della componente), si è detto in apertura di prima parte che la necessità di affrontare questo aspetto è stata ulteriormente rafforzata dai sempre più frequenti violenti fenomeni climatici.
È necessario quindi, ed è corretta la scelta del Governo, stanziare la parte più sostanziosa di questa componente alla messa in sicurezza del territorio. Gli interventi puntano a mettere in sicurezza 1,5 milioni di persone oggi a rischio di frane e allagamenti.
L’intervento normativo in questa sezione della componente si articola in una riforma di semplificazione e accelerazione delle procedure per l’attuazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico.
Tradotto, il Governo intende superare l’attuale situazione di inerzia e mancanza di programmazione contro il dissesto idrogeologico, realizzando una politica efficace e snella in materia.
La terza sezione della componente riguarda più direttamente l’integrità e salubrità del territorio.
Mira infatti alla salvaguardia della qualità dell’aria e della biodiversità del territorio.
È previsto innanzitutto un intervento su 14 città metropolitane con problemi di inquinamento atmosferico, le quali beneficeranno di opere di piantumazione boschiva (almeno 6.600 ettari di foreste urbane).
Un intervento più articolato è previsto in proposito di digitalizzazione dei parchi nazionali: l’intervento riguarda i 24 parchi nazionali e 31 aree marine protette, con finalità di modernizzazione, efficientamento dell’azione delle aree marine protette.
L’intervento si articola soprattutto in un monitoraggio delle minacce alle specie protette.
Tra gli altri interventi di questa componente figurano una rinaturazione dell’area Po, le bonifiche dei siti orfani, il ripristino e tutela dei fondali e degli habitat marini, e l’adozione di programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico.
L’ultima sezione della componente riguarda la gestione delle risorse idriche. L’intervento si articola in primis in investimenti sulle infrastrutture idriche primarie per la sicurezza e l’approvvigionamento idrico, anch’esse minacciate dai cambiamenti climatici, e che necessitano pertanto di essere rese più efficienti.
Il secondo intervento della sezione mira ridurre le perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua. Preso atto della frammentaria gestione delle risorse idriche, che comportano sprechi e dispersioni intollerabili, l’intervento mira a ridurre gli sprechi di acqua potabile del 15%, anche attraverso la realizzazione di una rete “intelligente”, digitalizzata.
Ancora, sono previsti interventi di efficientamento dei sistemi di irrigazione delle aree agricole, con obiettivo di rendere il 12% dei sistemi più efficienti, e investimenti nelle fognature e impianti di depurazione.
Un primo intervento normativo della sezione, come quelli nelle sezioni precedenti, punta ad una semplificazione normativa e un rafforzamento della governance, nel caso specifico per la realizzazione degli investimenti nelle infrastrutture di approvvigionamento idrico.
Il secondo e ultimo intervento normativo riguarda invece “misure per garantire la piena capacità gestionale per i servizi idrici integrati”. In questo caso è un intervento con focus principale sul Mezzogiorno, per favorire l’industrializzazione del settore dei servizi idrici, riducendo il divario con il Centro-Nord.
CONCLUSIONE
Il PNRR rappresenta quindi un’occasione speciale per dare una sterzata decisa nella direzione della sostenibilità e della consapevolezza sul cambiamento climatico, e la conseguente necessità di intervento per limitare l’impatto delle attività umane sull’ambiente.L’occasione ideale anche per adempiere a quanto previsto dagli Accordi sul clima di Parigi.
La pandemia ha messo a dura prova ogni economia.
Momenti di difficoltà come quello che stiamo vivendo possono tuttavia offrire occasioni di rilancio, e in questo senso i fondi europei del Recovery Fund, se utilizzati a dovere, potranno permettere di realizzare quanto non si poteva fare prima, per mancanza di risorse.
Sulla carta, le intenzioni sono ottime, ma per l’applicazione pratica bisognerà attendere ancora, prima di una valutazione completa.
Diverse misure constano poi in affermazioni di intenti generali e in riforme future, la cui adozione sarà probabilmente a cura di un esecutivo diverso da quello odierno, e pertanto con differenti visioni o priorità.
È interessante comunque rilevare l’approccio multidisciplinare che traspare dalle missioni individuate, in cui ad esempio digitalizzazione e transizione ecologica si intrecciano e vengono perseguite con misure di respiro comune.
Gli obiettivi di digitalizzazione della prima missione richiedono infatti una gestione efficiente delle risorse energetiche; allo stesso modo, una gestione migliore delle risorse passa per una progressiva digitalizzazione dei sistemi di controllo e gestione delle varie componenti coinvolte negli interventi della missione di transizione ecologica.
Se le risorse verranno sfruttate in modo consono lo scopriremo nei prossimi mesi.