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nanotecnologie e proprietà intellettuale

Proprietà industriale e nanotecnologie

La ricerca, lo sviluppo e i finanziamenti nel settore delle nanotecnologie (NT) hanno registrato un forte aumento a partire dal 2000. Solo in America, ci sono stati più di 27 miliardi di dollari di finanziamenti nel settore NT attraverso la National Nanotechnology Initiative (NNI).

Non sorprende che le ingenti risorse finanziarie destinate allo sviluppo del settore NT abbiano portato ad un corrispondente aumento delle domande di brevetto volte a proteggere le invenzioni in questo campo.

La rapida espansione dell’uso delle nanotecnologie per affrontare problemi tecnologici di lunga data ha grandi potenziali implicazioni commerciali. Di conseguenza, la protezione delle invenzioni legate alle NT deve essere al centro dell’attenzione delle entità commerciali che desiderano stabilire e/o mantenere un’effettiva proposta di esclusività nei confronti di un numero crescente di operatori del settore.

Quasi 20.000 brevetti e domande di brevetto sono stati pubblicati dall’U.S. Patent and Trademark Office (USPTO) e 3.500 pubblicazioni dell’Ufficio europeo dei brevetti relative ai campi delle NT nel 2016. È chiaro che gli investimenti e lo sviluppo delle nanotecnologie continueranno a crescere nei prossimi anni, con la probabile conseguenza di una continua crescita della relativa proprietà intellettuale.

NANOTECNOLOGIA E IP

La nanotecnologia comprende aree diverse di ricerca e sviluppo e, di conseguenza, lo stesso termine “nanotecnologia” ha assunto molte definizioni diverse, seppur correlate. Una definizione concettuale ampia delle NT è utilizzata nel contesto dei brevetti. Un’invenzione può essere considerata appartenere al campo delle NT in generale quando uno o più dei suoi presunti benefici (ad esempio, proprietà e/o prestazioni) derivano dalla sua struttura (ad esempio, dimensioni e/o forma).

Una definizione così ampia e concettuale riflette il fatto che le invenzioni nel campo delle NT possono derivare dallo sfruttamento di una o più delle più svariate caratteristiche strutturali di un materiale, dispositivo o sistema. Le possibili caratteristiche strutturali la cui manipolazione può portare a un’invenzione brevettabile sono quasi infinite: dimensione, forma, orientamento cristallografico, porosità, passivazione, ecc.

È da notare che le invenzioni brevettabili possono derivare da una sinergia tra struttura e composizione, quando la struttura o la composizione da sola non è sufficiente a conseguire i presunti benefici. La definizione completa del National Science and Technology Council (NTSC) utilizza una certa qualificazione lungo queste linee entro limiti dimensionali dichiarati, affermando che la NT è, nella scala ~1-100 nm, “sfruttando le proprietà e i fenomeni distinti a quella scala rispetto a quelli associati ai singoli atomi o molecole o al comportamento di massa“.

Altri, compresa l’Organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO), hanno proposto o adottato definizioni concettuali simili per i contesti normativi e di ricerca.

LE SFIDE E LE OPPORTUNITÀ DI BREVETTARE LE INVENZIONI LEGATE ALLE NANOTECNOLOGIE

In generale, i richiedenti di brevetti si propongono nella speranza di rivendicare il maggior numero possibile di asset tecnologici, al fine di attrarre investimenti e/o tenere a bada i concorrenti attuali (incumbent) o i potenziali player emergenti.

Come discusso in questa sede, creare in modo convincente la narrativa aderente ad una invenzione nel campo delle nanotecnologie può presentare sfide particolari, in parte perché l’enorme impatto sulle proprietà e sulle prestazioni di un’invenzione può derivare solo da piccole e apparentemente banali modifiche a prodotti, composizioni o metodi noti.

Di seguito sono riportate alcune considerazioni da tenere a mente quando si redige una domanda al fine di massimizzare la possibilità che i crediti di valore passino con successo attraverso l’esame all’emissione, e di resistere a qualsiasi sfida che possa sorgere dopo la concessione della sovvenzione.

È particolarmente importante per le invenzioni legate alle nanotecnologie che l’applicazione racconti una “storia”.

Una semplice riaffermazione dello sviluppo tecnologico può essere sufficiente a soddisfare i requisiti di legge per un brevetto, ma rivelarsi poco convincente durante l’esame o in seguito a una contestazione successiva alla concessione del brevetto.

Poiché le invenzioni legate alle NT possono apparire sottili, è importante che il redattore dell’applicazione guidi il lettore raccontando la storia dell’invenzione. Una buona storia dei brevetti offre un certo livello di comprensione di come è nata l’invenzione; ad esempio, qualche descrizione del problema o dei problemi nell’arte, e discussione dei precedenti tentativi falliti di superare il problema o i problemi e di come si differenzia dalla tecnologia precedente, non limitandosi a una chiara e semplice descrizione degli aspetti tecnici dell’invenzione.

Inoltre, per molte invenzioni legate alle nanotecnologie, i dati sono particolarmente importanti da includere in un’applicazione. I dati possono essere utilizzati per formulare argomenti forti per la non ovvietà, specialmente quando particolari valori, intervalli, composizioni o simili sono un aspetto critico dell’invenzione.

Fornire dati per molteplici esempi, ognuno dei quali ha le caratteristiche strutturali critiche, può essere utile per garantire un’ampia portata della protezione. Al contrario, le semplici dichiarazioni conclusive contenute in una domanda possono non essere sufficientemente convincenti quando lo stato dell’arte precedente mostra intervalli o valori simili o sovrapposti o addirittura lo espone a contestazioni per il mancato rispetto degli obblighi di pubblicità previsti dalla legge.

A questo proposito, l’inclusione di dati comparativi per esempi che non rientrano in un intervallo critico, una composizione o un valore, può essere utile per stabilire che una caratteristica critica rivendicata non sia semplicemente una scelta arbitraria intesa, ad aggirare lo stato dell’arte pre-esistente.

Ad esempio, se lo spessore di uno strato superficiale deve essere controllato entro un certo intervallo, occorre fornire dati che stabiliscano ulteriormente che le presunte proprietà benefiche o prestazioni sono ottenute solo quando lo spessore rientri in tale intervallo, e non quando si utilizzino valori al di fuori di tale intervallo.

Poiché spesso non si conosce l’intero campo di applicazione dello stato dell’arte precedente, la mancata inclusione dei dati nella comunicazione originale può comportare un esame significativamente prolungato e quindi un ritardo nel rilascio o, nel peggiore dei casi, precludere del tutto il rilascio di un brevetto.

CONCLUSIONE

È chiaro che il nostro mondo è nel bel mezzo di una rivoluzione delle nanotecnologie. Molte industrie hanno già registrato una crescita significativa grazie alle nuove invenzioni legate alle nanotecnologie, comprese le industrie automobilistica, dei beni di consumo e farmaceutica.

Di conseguenza, sia il valore complessivo del mercato NT che la concorrenza al suo interno sono in forte crescita.

Un’adeguata protezione della proprietà intellettuale per le invenzioni legate alle nanotecnologie, escludendo così altre (al momento del brevetto), può essere essenziale per stabilire una posizione di mercato dominante e considerevole.

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