L'Online Arbitration: un'analisi giuridica e tecnologica
Il crescente uso e affidamento ad Internet ha portato all'emergere del fenomeno dell'online arbitration (OArb), quale sistema di risoluzione delle controversie che sfrutta le tecnologie digitali, concludente con una decisione finale emessa da un terzo neutrale. L’aspetto fondamentale di tale istituto è dato dal principale utilizzo di comunicazioni sincrone e/o asincrone da remoto, prevedendo “udienze” testuali e/o virtuali.
Questo approccio innovativo offre numerosi vantaggi, tra cui la rapidità, la convenienza e la facilità di accesso alla giustizia, caratterizzato da un minor costo e tempo. Tuttavia, l'adozione e l'efficacia dell'OArb dipende da una serie di fattori, tra cui il quadro normativo, la sicurezza e l'affidabilità delle piattaforme tecnologiche.
In genere l'arbitrato è utilizzato negli accordi commerciali business-to-business (B2B) ove sussista la necessità di un arbitro specializzato, quale strumento particolarmente vantaggioso per le parti internazionali che richiedono un foro neutrale e lodi esecutivi ai sensi della Convenzione di New York sul riconoscimento e l'esecuzione dei lodi arbitrali stranieri.
Nel tempo, le clausole arbitrali sono diventate comuni non solo nei contratti commerciali tra aziende, ma anche nei contratti business-to-consumer (B2C) e nei contratti di lavoro.
In tale contesto, l'uso della tecnologia consente alle parti di caricare e presentare la documentazione a sostegno delle loro richieste, accompagnate dallo svolgimento di udienze online, fornendo ai consumatori più accurati sistemi di giustizia.
Più recentemente, il sistema offerto dell’OArb si è espanso in modo significativo a causa delle chiusure e delle restrizioni sanitarie derivanti dalla pandemia da Covid-19, dove le tecnologie per le riunioni virtuali fornite da talune piattaforme (come Zoom, Skype, Google Meet, WebEx e Teams) hanno reso relativamente economici e facili i processi giudiziari.
L'aumento dell'uso di sale d'udienza virtuali sembra essere il risultato di come la pratica dell’arbitrato online si sia adattata alla pandemia, rispondendo altresì alla necessità degli utenti costretti ad esplorare alternative alle udienze in persona.
Online Arbitration: Il quadro normativo
A livello comunitario, già con l’art. 17 della Direttiva UE n. 31/2000 sembrava affermarsi l’idea dell’impiego dei medesimi mezzi tecnologici utilizzati per la conclusione di contratti nel web ai fini della risoluzione delle controversie nascenti da tali rapporti, allontanandosi dai modelli tradizionali delle alternative dispute resolution (ADR). A seguire, nel 2013, interviene il Parlamento europeo, dapprima con la Direttiva Ue n. 11/2013, riferita al fenomeno della risoluzione extragiudiziale delle dispute in Europa tra consumatori ed imprese operanti nel mercato digitale, e successivamente con il Reg. Ue n. 524/2013 relativo alla risoluzione delle controversie online dei consumatori (ODR).A livello internazionale, l'arbitrato online è principalmente regolato dalla Convenzione delle Nazioni Unite sull'Arbitrato Commerciale Internazionale del 1958 (nota come "Convenzione di New York"), la quale stabilisce il riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze arbitrali all'estero, fornendo un quadro giuridico internazionale.
Questi strumenti normativi costituiscono una base solida per lo sviluppo dell'arbitrato online, contribuendo a garantire la sua validità e affidabilità. L’insieme di tali regole sono indubbiamente destinate a disciplinare l'organizzazione dei sistemi interni di ODR.
L'idea di online arbitration, tuttavia, non è nuova. Infatti, i fornitori di commercio elettronico come eBay utilizzano da tempo l’OArb per i reclami e richieste di risarcimento dei clienti. Tale tendenza è, dunque, destinata a proseguire, poiché le parti abbracciano l'efficienza e le comodità che tale sistema offre. Ciò nonostante, la pratica dell’OArb non risulta essere sottoposta ad un assetto normativo ad hoc, sia a livello nazionale che internazionale.
Tale sistema innovativo ed efficiente rispondente alla crescente evoluzione delle tecnologie, trova infatti maggior riscontro all’interno del sistema giudiziario statunitense in cui i Tribunali applicano le clausole arbitrali ai sensi del Federal Arbitration Act. Il sistema statunitense vanta, in tale contesto, una non indifferente istizionalizzazione in merito, offrendo pratiche di online arbitration attraverso diverse istituzioni tradizionali come l'American Arbitration Association, il Judicial Arbitration and Mediation Service e l'International Institute for Conflict Prevention & Resolution.
Tecnologie e procedure: l'Online Dispute Resolution
Storicamente il sistema generale dell’arbitrato si è posto in modo significativo alla base dell’innovazione procedurale e tecnologica, e l'arbitrato online rappresenta un mezzo efficace e conveniente per la risoluzione delle dispute legate alle nuove tecnologie attraverso l’uso dell'online dispute resolution (ODR). Quest’ultimo è un processo di risoluzione assistito dalla tecnologia dell'informazione, che offre efficienza e convenienza nella gestione delle controversie sia in contesti commerciali che giudiziari, nonché sfruttando strumenti come software specifici e piattaforme online per guidare le parti attraverso una risoluzione rapida ed equa.Più precisamente, l'OArb è considerato un sottoinsieme distinto dal sistema ODR, ciò in quanto culminante in un lodo arbitrale reso da un terzo neutrale ai sensi della Convenzione di New York.
Vieppiù, gli attuali sistemi innovativi e tecnologici volti alla risoluzione delle controversie giuridiche includono, oltre l’ODR, l'utilizzo di software specifici, delle piattaforme blockchain e dell'intelligenza artificiale nel contesto legale, rivoluzionando ed offrendo nuove opportunità ai servizi legati alla giustizia.
La blockchain può essere utilizzata per garantire la sicurezza e l'integrità delle transazioni e dei documenti legali, mentre l'AI può essere impiegata per l'analisi predittiva, l'automazione dei processi legali e persino per la risoluzione delle dispute.
Nel corrente panorama tecnologico, non deve trascurarsi l’ulteriore fenomeno del metaverso. Secondo gran parte della dottrina statunitense, uno degli strumenti più utili per risolvere in modo efficiente ed equo le dispute che possono celarsi nel mondo del metaverso, aventi ad oggetto controversie legate alla blockchain ovvero sull’intelligenza artificiale, è fornito proprio dall’OArb, in quanto tali non appartengono internamente ai Tribunali ordinari, richiedendo rimedi non giudiziari, ma inter-giurisdizionali, extralegali e, allo stesso tempo, efficienti.
Tra le possibili soluzioni extralegali si annovera anche il sistema di crowdsourcing tokenizzato, laddove l’OArb consente agli utenti di “votare” attraverso l’utilizzo di token la parte “vincente” all’interno della piattaforma blockchain. In tale prospettiva, i giurati selezionati perdono il token se si sono schierati dalla parte del perdente, mentre al contrario, i giurati schieratisi dalla parte vincente in genere ottengono una ricompensa.
Ad ogni buon conto, secondo questo filone, sembrerebbe chiaro che i tribunali tradizionali non sono la sede migliore per risolvere le controversie afferenti al mondo del metaverso e alle nuove tecnologie in genere. I problemi di giurisdizione e di codificazione indicano da soli che il foro giudiziario ordinario non è adatto ad affrontare questioni giuridiche di tale natura, mentre l’OArb sembrerebbe fornire un mezzo più logico.
Le sfide e le prospettive future dell'Online Arbitration
Nonostante i numerosi vantaggi, l'arbitrato online presenta talune problematiche, tra cui la sicurezza e la riservatezza dei dati scambiati e l'affidabilità delle piattaforme tecnologiche, nonché la necessità di garantire il rispetto del principio del due process e della parità di trattamento delle parti.Cionondimeno, l'arbitrato online costituisce un potenziale strumento fondamentale per la risoluzione delle nuove dispute. Perciò, pare ragionevole la creazione di processi che si adattino non solo al forum, ma anche all’evoluzione tecnologica.
Tuttavia, ciò non significa che il sistema dell'OArb sia perfetto o adatto a tutte le ipotesi, essendo persistente il divario digitale tra il legislatore e l’accesso alla giustizia. In tale prospettiva è auspicabile sfruttare l'OArb per far progredire i processi online favorendo l'accesso alla giustizia.
L'arbitrato online sta diventando, dunque, sempre più rilevante a livello internazionale, ma al momento non vi è evidenza di un'ampia applicazione di questo sistema in Italia, tantomeno di un assetto normativo specifico.
È per questo possibile ed auspicabile che, data la crescente importanza della tecnologia nella risoluzione delle dispute, l'arbitrato online diventi più diffuso anche nel contesto italiano nel prossimo futuro.
L’online arbitration, pertanto – accompagnato dal sistema dell'ODR, dall'utilizzo della blockchain, dell'intelligenza artificiale e di altri strumenti tecnologici – sta trasformando il modo in cui le controversie giuridiche vengono gestite e risolte, offrendo efficienza, convenienza e accesso alla giustizia.